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Stefano Boni: TORNARE IN SE’. Pandemia, per una ripresa della coscienza sociale e della resistenza attiva. Pagine 176, € 13,00

Chi sono gli attivisti no Green Pass? Cosa li accomuna e li caratterizza? Questo testo esplora attraverso le voci degli stessi attivisti uno dei più importanti e significativi movimenti sociali emersi negli ultimi decenni. Se il racconto delle mobilitazioni nei media ufficiali ha insistito su etichette semplicistiche (i no-vax) e sulla assurdità del loro pensiero (negazionisti e complottisti), questo testo permette a chi si è esposto contro il lasciapassare verde di raccontare le proprie motivazioni e le attività portate avanti in questi ultimi tre anni. I racconti di chi si è messo di traverso all’annuncio del Green Pass, organizzando atti di resistenza in gruppi locali senza diventare un personaggio famoso, permette di avvicinarsi al movimento apprezzandone l’umanità e le ragioni, senza i clamori denigratori e le polemiche strumentali.
La faccia pubblica del movimento è la dimensione visibile di una profonda e consolidata frattura tra l’agenda promossa dai poteri egemonici e l’irriducibile desiderio di auto-determinazione nel pensiero e nell’azione di chi sente di essersi “risvegliato”. Per quelli che temono una deriva transumana, la divergenza sull’opportunità di vaccinarsi per il Covid è solo un’espressione di una più complessiva e marcata distanza culturale che riguarda le fonti di informazione (rifiuto dei media egemonici), le pratiche terapeutiche (naturali piuttosto che sintetiche), la concezione della politica (orizzontale), l’importanza della dimensione spirituale come bussola dell’attivismo. Restituire dignità e credibilità a queste istanze permette non solo di riconoscerne il potenziale conflittuale, ma anche di intravedere le alternative esistenziali emancipatorie che gli attivisti hanno già cominciato a sperimentare.

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